©FOTO MATTEO RENSI.Le mie prime esperienze politico-partitiche sono state nel partito della Civica Margherita, dove ho trovato lo spazio per poter esprimere le mie aspettative, le mie proposte, la mia voglia di partecipare.
Dal 2002 sono stato membro del Parlamentino provinciale della Margherita e del Parlamentino di Pergine Valsugana. Questo mi ha permesso di approfondire le maggiori tematiche riguardanti la politica provinciale e comunale, e di conoscere molte persone preparate e competenti, con molte delle quali si è instaurato un rapporto di stima reciproca e collaborazione.

Nel 2004 sono stato uno dei responsabili, assieme a due splendide ragazze, del Gruppo provinciale dei Giovani della Margherita. L’attività di formazione che abbiamo portato avanti è stata molto intensa, con l’organizzazione di numerosi incontri dedicati ai molti temi che ci toccano da vicino (dal lavoro al ruolo dell’economia nel mondo, dall’autonomia agli equilibri internazionali, dall’incontro con le altre religioni ai nuovi diritti di cittadinanza, dal rapporto con i media alle politiche giovanili…).

Nell’aprile 2005 io le mie compagne di avventura decidemmo di lasciare il posto ad altri (ma è giusto così, bisogna lasciare spazio anche ai giovani virgulti che stanno crescendo…), ma il periodo passato assieme è stato davvero entusiasmante e ricco di soddisfazioni. Con qualche arrabbiatura ogni tanto, ma che ci ha fatto capire quanti siano ancora i giovani pieni di speranza e di senso di responsabilità.

È stata una pagina importante e per questo ringrazio i tanti giovani (a partire dalle mie “colleghe” Giovanna e Sara; un ricordo speciale anche a congresso002Nicola, Michele, Giulio, le due Francesche, Cristian, Samuel, Gabriele, e tutti quelli che hanno condiviso la mia stessa voglia di crescere) che hanno condiviso, e continuano a farlo, la mia passione e il mio impegno per la politica.

La mia attività si è poi concentrata a livello amministrativo, con le comunali del maggio 2005, dove sono stato eletto consigliere comunale a Pergine Valsugana. E’ stata un’esperienza molto importante, perchè mi ha permesso di conoscere dall’interno la macchina amministrativa, anche se ci sarebbero da fare molte riflessioni sul ruolo dei consigli comunali: la riforma che ha fornito grandi poteri ai sindaci ha portato una governabilità necessaria, ma probabilmente oggi si dovrebbe ribilanciare quell’esigenza con una maggiore partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.

Nel 2006, con un manipolo di incoscienti, abbiamo provato a mettere in discussione un intero sistema, ed ho candidato alla segreteria della Civica Margherita. Un’avventura entusiasmante, che ha coinvolto tantissime persone e si è conclusa il 9 novembre 2008, quando si è aperta finalmente una pagina completamente nuova, con l’elezione in Consiglio provinciale, rinnovata con la rielezione nell’ottobre 2013.

Nel frattempo era stata nuovamente l’attività di formazione politica a riconquistare le mie energie: l’attività di formazione è forse la più importante, sul lungo periodo, tra tutte quelle che impegnano chi fa politica, a qualsiasi livello.
Nella primavera 2007 abbiamo fondato, con alcune decine di giovani provenienti da zone diverse del Trentino e da diverse culture politiche, una Scuola di Formazione Politica.
Abbiamo voluto dare un’impostazione più slegata possibile da un singolo partito politico, per evitare che si confondesse la libera ricerca e crescita culturale con l’indottrinamento di partito”. L’attività è proseguita, grazie all’impegno di molti giovani che vogliono migliorare la società in cui vivono, attraverso la diffusione di una classe dirigente competente e onesta, ma quell’esperienza è durata troppo poco tempo, come molte esperienze della vita.

Dal luglio 2015 l’esperienza amministrativa più intensa, la nomina ad Assessore provinciale alla salute ed alle politiche sociali (a cui si aggiungerà più tardi quella allo sport). Un assessorato non facile ma che dà davvero tanto. Nel campo della salute e del sociale si intrecciano infatti due elementi: la grande complessità organizzativa – con milioni di prestazioni erogate ogni anno, migliaia di operatori e quasi tutte le famiglie coinvolte – e il coinvolgimento emotivo fortissimo che segna tutti coloro che vivono problemi di salute o sociali. Ho cercato sempre di indirizzare le scelte sulla base delle analisi dei cambiamenti in atto nella società, nel mondo scientifico e tecnologico, per garantire un sistema solido nei prossimi anni, anche a costo di espormi ad attacchi e polemiche da parte di chi si limita alla rivendicazione particolare. Sono infatti certo che soltanto se sapremo essere pienamente “sistema”, come comunità trentina sapremo collocarci con una nostra vocazione nel mondo.