Recentemente la Fondazione “E. Mach”, a seguito di un lungo e proficuo lavoro di ricerca, ha prodotto sei nuove varietà di mirtillo adatte alla coltivazione nell’area del bacino mediterraneo.

Un grande passo avanti sul piano scientifico, ma non altrettanto su quello commerciale, posto che i “diritti di privativa varietale del selezionatore” sono stati acquistati da un importante imprenditore straniero privato del settore, anziché puntare a coinvolgere nell’operazione commerciale i produttori locali. Aver quindi venduto le royalties all’estero, significa consentire la messa sul mercato di prodotti che andranno in evidente concorrenza con i piccoli frutti del Trentino. Da un lato finanziamo la ricerca e dall’altro ne vendiamo i risultati a chi ci fa concorrenza.

Su queste originali scelte della nostra politica agricola, il Consigliere provinciale del P.D. del Trentino, Luca Zeni, ha depositato oggi una specifica interrogazione (qui allegata) chiedendo di conoscere il senso – se esiste – di simili opzioni che possono rivelarsi di danno all’economia agricola provinciale in un momento di particolare difficoltà.

 

Interrogazione

RICERCA, PRODUZIONI E CONCORRENZA

E’ notizia recente quella dell’acquisto, da parte di un grosso imprenditore privato straniero, dei “diritti di privativa varietale del selezionatore” di ben sei varietà di mirtillo registrate dalla Fondazione “E. Mach” e rese adatte alla coltivazione nei Paesi dell’area mediterranea.

Per tale operazione, che testimonia indubbiamente il valore della ricerca in quanto tale e definisce bene anche quanto la stessa può produrre in termini di reddito, la Fondazione “E. Mach” ha incassato una cifra non irrilevante e pari a 856.000 euro, per un progetto cresciuto grazie ad un team di ricercatori e scienziati di assoluto pregio nei laboratori di Vigalzano e partito quasi vent’anni fa.

L’Unità di ricerca su genetica e miglioramento genetico dei piccoli frutti è una delle ventidue Unità che fanno capo al Centro di Ricerca della Fondazione “E. Mach” e che esprimono un livello altissimo di studio e di innovazione. Fin qui insomma tutto bene ed anzi oltremodo apprezzabile.

Ciò che desta qualche perplessità però è l’operazione commerciale che si è andata sviluppando con l’acquisto delle suddette varietà da parte di un imprenditore estero, anziché di produttori locali, anche se tale preoccupazione trova parziale risposta nell’affermazione che, per simili attività, servono operatori “che danno garanzie di esenzione da virus, con le relative certificazioni fitosanitarie”.

Ciò posto, pur faticando a ritenere che tali garanzie non siano in possesso di alcun produttore di piccoli frutti in Trentino colpisce la sottesa e pericolosa concorrenza che quest’operazione porta in sé.

Infatti, se la ricerca della Fondazione “E. Mach” è di assoluta rilevanza scientifica, l’averne venduto le royalties ad un produttore straniero, che immetterà sul mercato quindi prodotti che andranno in evidente concorrenza con le produzioni di piccoli frutti del Trentino, non sembra essere una delle soluzioni più brillanti che si potevano escogitare.

Da un lato finanziamo la ricerca e dall’altro consentiamo la vendita dei suoi risultati a chi fa concorrenza alle nostre aziende. Francamente sembra un po’ la politica del gatto che si morde la coda e non sa che la coda è sua.

Possibile che nessun interesse su tali royalties sia stato espresso da produttori locali o che la Provincia non sia stata edotta dell’operazione commerciale anche al fine di intervenire a tutela delle nostre produzioni?

Fatta salva l’importanza e l’apprezzamento per gli esiti della ricerca scientifica, ciò che insomma non convince anche il più modesto osservatore è l’incapacità di governare poi, sotto il profilo commerciale, i risultati della stessa.

Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

- se la medesima è stata messa a conoscenza di una così particolare operazione commerciale condotta da uno dei suoi più importanti enti funzionali;

- se c’è stato – ed eventualmente in quali forme – un qualche coinvolgimento dei produttori trentini, prima di cedere le royalties al mercato internazionale;

- se non ritiene che le coltivazioni dei Paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo possano diventare pericolosi concorrenti del prodotto trentino e cosa intende fare a tutela delle nostre produzioni.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti

avv. Luca Zeni