Di seguito l’editoriale pubblicato sul quotidiano TRENTINO, con un commento sulle elezioni comunali del maggio 2010.

 

Con i ballottaggi il quadro uscito da queste importanti elezioni comunali è molto più chiaro.
Nei nove comuni più grandi, che rappresentano quasi la metà della popolazione trentina, 7 sindaci sono sostenuti dal Partito Democratico, che in quasi tutti i maggiori comuni è il primo partito.
I ballottaggi poi hanno confermato il caso di Cles, e cioè che il Partito Democratico sa vincere anche quando si presenta diviso dagli altri partiti della coalizione di centrosinistra autonomista.
Perché questo accade, quando nel resto del nord Italia il centrodestra e la Lega in particolare godono di una larga maggioranza?
Il messaggio politico chiaro che emerge è che i cittadini credono nel bipolarismo, nelle proposte politiche chiare, che sanno unire quadri valoriali ampi e capacità di affrontare in modo pragmatico i problemi; non credono invece ai tentativi di restaurazione e di riproposizione di vecchi schemi neocentristi che ricordano un trasformismo di cui non si sente la mancanza.
Ed in questo contesto, ormai radicato nelle menti dei cittadini, il Partito Democratico in Trentino dimostra di saper vincere.
Perché? Possiamo fornire ancora una volta delle chiavi di lettura al resto del Paese, che spesso ci addita come laboratorio?
Credo siano due gli elementi che hanno reso vincente il Partito Democratico in Trentino.
Innanzitutto non è un partito ideologico, che si limita a rappresentare le istanze della sinistra tradizionale; sta invece cercando di realizzare pienamente l’idea di un moderno partito riformista e democratico, che ha l’obiettivo primario di governare nell’interesse del Trentino e dei trentini.
Il secondo, fondamentale elemento è la capacità di proporre persone preparate, che sanno rappresentare al contempo la competenza ed il rinnovamento, e non semplicemente una parte politica. Cosa hanno fatto i Clinton, i Blair, gli Obama, se non conquistare i cuori e le menti dei loro concittadini al di là delle appartenenze partitiche?
Non è inventando nuovi contenitori che si convincono le persone non ideologicamente schierate a votare centrosinistra, ma con progetti seri e persone credibili.
Se il Partito Democratico vuole vincere, deve saper essere la forza politica di riferimento per tutti i cittadini che vogliono il buon governo del Trentino e deve saper proporre sul territorio persone preparate.
Terminata questa fase, la coalizione di centrosinistra autonomista con cui governiamo la Provincia, deve ora trovare una migliore capacità di lavorare insieme, superando le tensioni che hanno caratterizzato questo primo anno e mezzo di legislatura.
Dovremo lavorare sui territori, perché l’appuntamento di ottobre con le Comunità di Valle ci trovi coesi e capaci di riproporre ovunque la coalizione provinciale, evitando di riproporre gli scontri dei ballottaggi di domenica.
Ci aspettano periodi non facili per il Trentino, dove le difficoltà dei conti pubblici statali incideranno anche sulla nostra autonomia, e sarà fondamentale affrontare uniti le prossime sfide.

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