Interrogazione n.

COSA SUCCEDE CON I BUONI PASTO?

Puntuale come tutte le questioni lasciate in sospeso negli scorsi mesi, è tornata alla ribalta in queste settimane la delicata questione degli eccessivi ribassi per l’assegnazione dei buoni-pasto in favore dei dipendenti pubblici, ribassi previsti dal bando di gara indetto dalla Provincia in proposito.

La vicenda è stata sollevata e posta all’attenzione della Giunta provinciale già nel febbraio scorso da parte dell’ “Associazione Ristoratori del Trentino”, la quale aveva lanciato l’allarme a fronte di un bando iniquo e che necessitava di immediati correttivi, per non risultare del tutto penalizzante per le aziende e con effetti di ricaduta finale anche e soprattutto sull’utenza. Davanti al colpevole silenzio della Giunta provinciale, moltissimi ristoratori si sono rifiutati di sottofirmare la nuova convenzione, al punto che l’aggiudicatario del bando non è riuscito a mettere insieme una proposta minimamente decente ed in grado di garantire un servizio adeguato.

Benchè il problema non sia solo locale, ma investa anche il piano nazionale, il sistema del massimo ribasso, nelle gare d’appalto pubbliche siano esse afferenti la somministrazione di alimenti come l’edificazione di una struttura o altro ancora, sta ormai mostrando tutti i suoi limiti, divenendo anche un freno allo sviluppo anziché una implementazione dello stesso e quindi è adesso indifferibile l’impegno di qualsiasi politica voglia definirsi minimamente responsabile nei riguardi di un problema ormai generalizzato e diffuso.

Ciò che va ripensata è insomma la logica stessa dei bandi di gara per l’aggiudicazione di appalti pubblici, dato che è ormai dimostrato come il meccanismo del ribasso incide in modo rilevante sulla qualità del prodotto “in primis” e sul reddito delle aziende “in secundis”, portando così le stesse a non raccogliere più le possibilità di interagire con l’ente pubblico, proprio perché questa collaborazione si dimostra, più di una volta, del tutto infruttifera, se non addirittura dannosa per le aziende medesime. Va quindi ridisegnato nella fattispecie e pur nel rispetto dei limiti normativi nazionali, l’intero sistema dei buoni-pasto, in modo tale da incontrare le legittime aspettative della ristorazione da un lato e quelle dell’utenza dall’altro, all’interno anche di una più ampia riflessione sulle meccaniche delle gare d’appalto, ma soprattutto con lo scopo di attivare le competenze autonomistiche nell’elaborazione di un nuovo modello di gestione del sistema, affermando così e nella concretezza dei fatti quell’attenzione all’autonomia che tanto viene sbandierata dall’attuale maggioranza provinciale, ma che sempre meno riscontri trova nella pratica della gestione quotidiana dei problemi dei trentini.

Tutto ciò premesso, si chiede cortesemente di poter interrogare la Giunta provinciale per sapere:

- se la stessa è a conoscenza in modo dettagliato del problema e quali iniziative ha, fino ad ora, adottato per affrontarlo in tempi rapidi, anche revocando il precedente bando che ha mostrato tutti i suoi limiti ed avviandone uno nuovo;

- se non ritiene di dover intervenire, anche sul piano legislativo, non solo per rendere più snelle le procedure, ma soprattutto per ovviare ai danni che la logica del massimo ribasso provoca sul sistema economico provinciale tutto.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.

- avv. Luca Zeni -