centri estivi

Disposizioni più ragionevoli per i centri estivi

L’emergenza Covid ha inciso pesantemente sulla vita di ogni persona: condizioni economiche, possibilità di assistenza, relazioni sociali, ogni ambito è stato toccato.

In particolare sono stati colpiti i bambini, paradossalmente (e fortunatamente) i meno toccati dai rischi clinici del virus, ma spesso costretti in casa, con lezioni on line non certamente paragonabili a quelle tradizionali, e con possibilità di attività extrascolastica preclusa.

Con la chiusura delle scuole il periodo estivo vede spesso bambini e ragazzi coinvolti in attività ludiche, sportive, educative, con il fine di dare continuità alle esperienze dei giovani e di affiancare le famiglie nella gestione degli stessi. Dopo lunghi mesi di lockdown, quest’anno ancora di più i ragazzi necessitano di riprendere la loro vita, e questo sarà sicuramente reso più facile dall’andamento dell’epidemia, che ormai la maggioranza degli esperti ritiene stagionale, e quindi a minore impatto nel periodo estivo, soprattutto all’aperto.

Le disposizioni di sicurezza previste per i centri estivi risultano molto rigorose, prevedendo uno stringente rapporto di proporzione tra operatori e ragazzi, con conseguente aumento di costi, che inevitabilmente rischiano di ricadere sulle famiglie.

Anche questo motivo spesso si fa ricorso a volontari, che affiancano gli operatori ma con costi inferiori, pensiamo ad esempio all’attività di oratori e associazioni culturali e sportive.

In Emilia Romagna il “protocollo regionale per attività ludico-ricreative – centri estivi – per i bambini e gli adolescenti dai 3 ai 17 anni” prevede che “è consentita inoltre la presenza di volontari di età pari o superiore a 16 anni, purché ne venga garantita la supervisione attiva da parte del responsabile del centro estivo”.

Le linee guida approvate dalla giunta provinciale con delibera 741 del 3 giugno 2020 stabiliscono invece che “Tenuto conto dell’ampia gamma dei servizi erogati e delle differenti caratteristiche organizzative, costituirà un’opportunità positiva la possibilità degli Enti di coinvolgere volontari maggiorenni, formati per la tipologia della proposta offerta”.

Anche alla luce delle Linee guida approvare in conferenza delle Regioni e delle Province autonome in 9 giugno 2020, che introducono alcune disposizioni di maggiore flessibilità,

si interrogano il Presidente della Giunta provinciale e l’assessore competente per sapere:

se intenda modificare le linee guida approvate, estendo la possibilità nei centri estivi di coinvolgere volontari maggiorenni anche ai maggiori di 16 anni, come già avviene in altre regioni. 

A norme di regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti

avv. Luca Zeni