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Con due mesi di ritardo rispetto ai termini previsti dal regolamento, è arrivata l’illuminante risposta dell’assessore allo sport Failoni all’interrogazione sulla necessità di spendere 575.000 euro per rifare un secondo campo di tamburello nel comune di Villa d’Anaunia, comune nel quale è stato realizzato da poco un campo regolamentare, finanziato soltanto 4 anni fa (in allegato il testo di interrogazione e risposta).

La risposta è emblematica.

Non mi soffermo su quelle affermazioni, non degne di un assessore provinciale (“il tamburello non è certamente da denigrare rispetto a discipline più praticate a livello provinciale e nazionale”), che provano a delegittimare l’interrogante ed a distogliere l’attenzione dal tema oggetto di interrogazione.

Non mi soffermo neppure sul punto 3, nel quale si riconosce la necessità di una deroga urbanistica al Piano Parco, ma si derubrica un progetto da 575.000 euro di rifacimento del campo esistente, con realizzazione di nuovi spogliatoi, cucina, tribune e parcheggi, a “riqualificazione del manufatto esistente e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Mi soffermo invece sul punto 2, che è il cuore dell’interrogazione.

La domanda era: “se la giunta, nella valutazione dei progetti da finanziare, non svolga un’analisi complessiva della situazione delle infrastrutture complessive presenti sul territorio, al fine di favorire scelte coerenti e ragionevoli, evitando duplicazioni a pochi chilometri di distanza”.

La risposta dell’assessore Failoni è, testualmente, che “la comunità di Villa d’Anaunia ha pienamente diritto ad avere due campi di tamburello similmente a quello che già avviene in diversi comuni trentini che hanno due o più campi da calcio. di tennis, di pallavolo e così via”. Alla faccia della programmazione!

Nel corso dei decenni, le risorse abbondanti dell’autonomia hanno spesso portato ad una forte duplicazione di strutture sul territorio, con una frammentazione marcata e con costi di gestione che oggi spesso pesano sui bilanci delle amministrazioni. Per questo oggi, partendo da quanto già esiste, il compito della Provincia – ed anche degli enti locali sul territorio – dovrebbe essere quello di programmare gli interventi secondo una logica di sistema. Leggere in una risposta ufficiale di un assessore provinciale che ogni comune ha diritto ad avere tutti i campi da calcio, di pallavolo, di tamburello “e cosi via” (perché non una piscina, un centro nautico, un eliporto?), è molto preoccupante.

 

211221 risposta tamburello

210922 interrogazione tamburello