il Consiglio Provinciale ha approvato la legge sulle nomine di cui ero primo firmatario. Negli ultimi anni un sistema economico sempre più competitivo ha obbligato anche le istituzioni e l’amministrazione a muoversi in maniera sempre più dinamica. La creazione di società di sistema, enti partecipati dalla Provincia capaci di muoversi secondo le regole del diritto privato, andava in questa direzione; in particolare si riesce in questo modo a poter “aggirare” le rigide regole imposte dal patto di stabilità, e quindi a spendere più facilmente le risorse dell’autonomia trentina.

Al contempo occorre oggi lavorare per razionalizzare un universo – quello appunto delle società di sistema – che rischia di essere poco trasparente e con il rischio di sovrapposizioni. La legge approvata ieri si occupa in particolare della nomina dei consigli di amministrazione di queste società che gestiscono centinaia di milioni di euro. Il principio che credo sia importante è quello della trasparenza della scelta. Sono convinto che debba esserci un elemento fiduciario, perchè le persone chiamate a ricoprire ruoli così delicati devono rapportarsi con la Provincia e portare avanti una determinata politica economica; al contempo però sarebbe gravissimo se la politica rafforzasse l’idea che per ricoprire certi ruoli occorre avere la tessera di partito e partecipare alla lottizzazione: si deve valorizzare invece la competenza.
Per questo la legge approvata prevede procedure di pubblicità e trasparenza, consentendo a chiunque abbia competenza – per percorso di studio o professionale – di mettersi a disposizione: se l’opinione pubblica conosce in anticipo i candidati, la pressione che può esercitare renderà molto più difficili nomine basate soltanto sulla fedeltà partitica.
Al contempo si prevedono dei criteri di rinnovamento, con limiti  di mandato e di cumulo di cariche (questo è uno dei problemi anche dell’economia italiana: tra le società quotate in borsa sono moltissimi i consiglieri presenti in decine di consigli di amministrazione, creando conflitti di interessi e distorsioni evidenti).

Al contempo è stata approvata una proposta di legge dell’opposizione che prevede la gratuità dell’incarico per ex politici o titolari di vitalizio.

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