Questa mattina ho ricevuto le telefonate da parte del segretario del Partito Democratico Sergio Barbacovi e del capogruppo Alessio Manica che mi anticipavano la volontà del Presidente Rossi di attribuirmi le deleghe su sanità e sociale.
Con loro abbiamo parlato del quadro politico, e del dovere del pd di garantirsi un peso politico forte in giunta, cosa che si è verificata con la conferma delle deleghe su sanità e sociale, e con l’aggiunta delle competenze al Vicepresidente Olivi, con il quale mi sono poi confrontato sulla situazione.
Con il Presidente Rossi abbiamo condiviso la necessità di un confronto approfondito sui tanti temi che nei settori di competenza hanno segnato il dibattito degli ultimi mesi e che tante ricadute hanno sui cittadini trentini.
Per quanto riguarda i rapporti politici tra partiti della coalizione e con il Presidente, sarò naturalmente in prima linea con il Pd, insieme a tutti i suoi rappresentanti nelle istituzioni, qualora si volesse rilanciare sui temi oggetto del programma di legislatura della coalizione.
Ringrazio infine Donata Borgonovo Re, con la quale da tempo condividiamo tanti progetti e speranze, che ho sentito naturalmente preoccupata della situazione, ma anche sinceramente pronta a “esserci” per presidiare una materia fondamentale per i cittadini trentini, quale è quella della salute, e questo per me è fondamentale per poter gestire un settore così difficile, delicato e importante.

Luca Zeni

Discussion - 6 Comments
  1. paola

    Jul 25, 2015  at 13:52

    fossi in lei mi vergognerei molto di avere accettato in questo modo una successione che non ha ragione d’essere. avete rifiutato la sfiducia perché? cosa le rimproverate davvero? nessuno che chieda a rossi le vere ragioni di questa rimozione? ma eravate ben d’accordo, con manica e mezzo pd: non vedevate l’ora di far fuori la borgonovo perché il suo modo di fare politica completamente libero da preoccupazioni elettorali smaschera il vostro modo di far politica, tutto attaccato alla poltrona…

  2. ENRICO GRISENTI

    Jul 26, 2015  at 13:52

    Brutta storia. Non voglio usare altri termini. “Fare le scarpe” in questo modo ad una nostra rappresentante, la più “democratica”, competente, impegnata, lungimirante e coraggiosa del gruppo è stata una scelta che ha tradito la fiducia che ti avevo accordato con il mio voto, sin dalle precedenti elezioni.

  3. renzo

    Jul 27, 2015  at 13:52

    che tristezza! non condivido e il tutto mi porta sempre più all’astensione. il pd che ho sempre sostenuto è diventato una banda di arrivisti.

  4. Sergio

    Jul 27, 2015  at 13:52

    Ciao, Luca.
    vedo che ti dai da fare. Con intelligenza e passione. In questi giorni la nomina. Il contesto non è per nulla felice. Il tuo partito appare molto diviso. Auspico che ci sia un ritorno graduale al confronto pacato ed al recupero di una stima reciproca. Altrimenti sembra che ciò che uno fa o dice trovi sempre chi contraddice. La “Giungla” con la quale tempo fa descrivevi la politica potrà trasformarsi in un giardino? O almeno in una prateria? Mentre si sente parlare di tagli alla sanità come gestirla in Provincia? Ti auguro il dono della Sapienza, dell’Ascolto, della Pazienza, della Lungimiranza. Sì da traghettare quanto ti è affidato in porto sicuro e rassicurante. La “mission” sia sostenuta dalle qualità che hai, dal confronto continuo con i collaboratori, dallo sguardo penetrante sulla realtà. Dall’Aiuto che il Signore offre a chi opera nel suo Nome. Non avere paura a tendere le mani verso l’Alto. Un saluto carinissimo alla tua gente. Auguri, Sergio

  5. lucazeni

    Jul 27, 2015  at 13:52

    Cari Paola, Enrico e Renzo,
    Purtroppo le modalità con cui si è sviluppata questa vicenda non aiutano certamente a rafforzare l’immagine del Pd, concordo.
    Ho sempre sostenuto che in un sistema maggioritario il Presidente o il Sindaco abbiano il diritto e il dovere di scegliere la loro squadra basandosi su valutazioni anche discrezionali, mescolando criteri diversi (preferenze, competenze, genere, età, attitudini…). Così dissi alla mia prima esperienza politica in consiglio comunale a Pergine nel 2005, quando il sindaco mi ignorò nonostante le molte preferenze, e scelse addirittura il quinto degli eletti; tutti si aspettavano attacchi e recriminazioni da parte mia, invece in aula, nel mio primo intervento istituzionale, difesi la sua scelta, pur non condividendola, sottolineando solo che avrei apprezzato se almeno mi avesse sentito, per conoscermi, ma che accettavo la scelta: i cittadini mi avevano votato per rappresentarli in consiglio, la giunta era un passaggio che dipendeva anche da altri fattori.
    Al contempo però è chiaro che le scelte del Presidente avvengono anche sulla base di equilibri politici: anche se non siamo più, per fortuna, nella prima repubblica dove i partiti decidevano gli assessori, è chiaro che scelte troppo controcorrente provocherebbero il venir meno del sostegno dei partiti.
    L’equilibrio tra questi due elementi – diritto del Presidente in un sistema maggioritario a scegliere la squadra e capacità dei partiti di influenzare la scelta – varia in base a molte situazioni.
    La mia impressione, a posteriori, è che il PD abbia “subito” la scelta perché di fronte a una posizione così ferma del capo dell’esecutivo verso uno dei suoi “collaboratori”, motivata non da una diversa linea politica ma da conflitto sul metodo di lavorare insieme, non era facile fare muro, e sicuramente ci si poteva riuscire all’inizio del percorso di “crisi”, non certo alla fine.
    Rispetto alla mia posizione personale, come è stato chiarito dentro gli organi del Pd, sia accettare sia non accettare l’incarico era una scelta dalle forti ripercussioni, e per questo – sia per correttezza, sia per mia tutela, perché conosco le regole della politica – ho coinvolto il Pd stesso nella scelta.
    Come indicato nel comunicato oggetto del post, mi sono confrontato con chi rappresenta il Pd, coi vertici del partito, dopo che loro stessi avevano parlato con il Presidente Rossi, e solo dopo ho dato la disponibilità.
    Ora cercherò di portare avanti con il massimo impegno e la massima serietà dei settori così delicati, ma ci sarà bisogno del sostegno di tutti.

  6. paola

    Jul 28, 2015  at 13:52

    la sua risposta non mi soddisfa affatto. qui non si tratta di scelte del presidente. qui si tratta di rossi che era infastidito da un modo coerente e inflessibile di condurre la sanità lungo linee programmatiche più che condivise sia dalla giunta sia dallo stesso pd. ma rossi (e forse una parte del pd?) si è impaurito dalle possibili penalizzazioni elettorali. non ha a cuore il bene della sanità, ma titilla gli umori della gente. rossi poi è irritato dalla decisione di fare un bando (come in un paese civile!!!) per sostituire Flor. bando che lei prontamente ha messo in dubbio. questo per me è già la prova che rossi ha deciso di chiamare una persona che ragiona con i suoi schemi. molto più comodo da gestire. lei è stato vicino alla borgonovo, ma non mi sembra all’altezza della sua dignità politica, anche se naturalmente alla borgonovo si può imputare una certa indifferenza alla comunicazione che alla fine ha sabotato la sua stessa politica. ma se fossero questi i difetti… quanto alla sbandierata condivisione del partito per il suo incarico… uno come lei che giustamente ha fatto il diavolo a quattro quando il pd ha impedito a lei e alla borgonovo di concorrere a delle vere primarie, adesso si nasconde dietro alle spalle di manica? la condivisione se mai avrebbe dovuto raccoglierla al coordinamento del partito (bastava aspettare poche ore!), momento di confronto che la sua affrettata accettazione ha svuotato di senso. si faccia un esame di coscienza e, visto che due post più sotto si è permesso di ricordare langer e il suo “diverso” modo di fare politica, si chieda se langer si sarebbe comportato come lei. per riaprirle un po’ ci credito, personalmente, vorrei vederla ribadire la strada del bando per sostituire Flor. sarebbe il segno che non sta pagando pegno a rossi per aver ottenuto l’assessorato a cui forse lei aspirava un po’ troppo. lei è giovane, può ancora ripigliarsi e non rovinarsi del tutto.

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