Gli obiettivi sono: valorizzazione di tutti gli ospedali, qualità e utilizzo ottimale delle risorse

Presentata oggi nella sede dell’Apss la nuova organizzazione dell’attività chirurgica provinciale. Un progetto partito in via sperimentale nel corso mese di ottobre e che a regime prevede la prenotazione e la distribuzione multi sede degli interventi chirurgici in provincia di Trento. Un percorso articolato che definisce le soglie minime di volume di attività – sia per struttura complessa sia per operatore – che rappresentano veri e propri standard condivisi con i professionisti su cui basare i mandati, l’assetto organizzativo e i livelli di qualità e sicurezza delle strutture ospedaliere.

In apertura di incontro il direttore generale Luciano Flor ha evidenziato le peculiarità del progetto che nasce da un obiettivo del 2014 della Provincia autonoma di Trento e che – ha detto Flor – «identifica, all’interno di ogni area e ogni dipartimento, come e dove si fanno le prestazioni chirurgiche. Dal corretto avvio e dall’implementazione di questa iniziativa dipende, in buona parte, il ridisegno della nostra rete ospedaliera provinciale, prefigurata dalla recente deliberazione della Giunta provinciale n. 2114 del 5 dicembre 2014, e l’accreditamento istituzionale delle strutture ospedaliere». Flor ha poi sottolineato che «l’implementazione del sistema dovrà garantire certezza del modello organizzativo attivato e per questo motivo saranno pubblicizzati e resi ben visibili sul sito internet aziendale le strutture e i tempi di attesa oltre a rafforzare la comunicazione sull’argomento con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta».

L’assessore provinciale alla salute e politiche sociali Luca Zeni, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento salute e solidarietà sociale Silvio Fedrigotti, spiega: «Si tratta di una proposta di rilievo, frutto di un lavoro di concertazione fra la Provincia autonoma di Trento e l’Azienda sanitaria che si è confrontata con i dipartimenti e il territorio, il cui obiettivo è evidentemente quello di migliorare il servizio per i cittadini trentini. In questo senso – prosegue l’assessore Zeni – vanno fatte due considerazioni. La prima: i numeri contano; oggi i dati degli studi ci dicono infatti che avere una casistica che consenta ai professionisti che operano sul campo un certo tipo di esperienza è elemento fondamentale per avere professionalità e qualità. La seconda è di ordine più politico, perché è necessario elaborare un modello funzionale ad un territorio come il nostro, dove non si può rispondere alle necessità immediate sguarnendo la periferia e accentrando i servizi. Siamo un territorio di montagna e dobbiamo lavorare in previsione del futuro, mantenendo una capillarità dei servizi per evitare lo spopolamento di alcune aree. Abbiamo messo insieme queste due esigenze e la proposta che oggi portiamo avanti è quella di mantenere negli ospedali funzioni che possano dare equità al territorio e garantire il miglior servizio possibile. Per questo si sono individuate in ogni struttura le professionalità migliori per ogni settore, dando priorità a quelle».

La parola è poi passata a Fernando Ianeselli, direttore del Servizio ospedaliero provinciale, che ha presentato il nuovo sistema di prenotazione e di distribuzione multi sede degli interventi chirurgici, evidenziando i principi di funzionamento della rete del servizio ospedaliero provinciale, i riferimenti normativi e i documenti di indirizzo alla base della programmazione dell’attività ospedaliera. Ianeselli ha poi descritto la funzione dei mandati e dei volumi di soglia già definiti per alcune discipline (chirurgia vascolare, cardiologia, cardiochirurgia, ostetricia e ginecologia, urologia, neurochirurgia) e quelli in corso di definizione (oculistica, otorinolaringoiatria, chirurgia pediatrica, gastroenterologia, radiologia, anatomia patologica).

Nel corso della presentazione, Fernando Ianeselli ha illustrato il percorso di prenotazione degli interventi chirurgici evidenziandone le ricadute positive già riscontrate in termini di tempi di attesa per struttura ospedaliera. Il nuovo sistema informativo di prenotazione degli interventi chirurgici programmati – ha detto Ianeselli – è realizzato tramite una scheda di prenotazione, interna al Sistema informativo ospedaliero (SIO), che permette la presa in carico dei casi chirurgici in rete e tiene conto dei mandati di eccellenza per struttura e per operatore consentendo il pieno utilizzo delle sedute operatorie in tutte le strutture ospedaliere del SOP. A conclusione del suo intervento Ianeselli ha evidenziato come il nuovo sistema dei mandati di attività nell’ambito della rete chirurgica sia orientato a garantire sempre maggior sicurezza e competenza nelle diverse strutture ospedaliere.

Sono intervenuti poi i direttori Giorgio Bianchini per il dipartimento ortopedico-traumatologico, Giovanni de Pretis per quello chirurgico, Cesare Grandi per quello di neuroscienze e Saverio Tateo per il dipartimento ostetrico ginecologico che hanno concordato con quanto esposto da Ianeselli e hanno confermando la validità del nuovo sistema di prenotazione e di distribuzione multi sede degli interventi chirurgici. Un risultato, hanno detto, ottenuto grazie ad un notevole impegno che tuttavia consente oltre a una riduzione dei tempi di attesa per alcuni interventi come ad esempio il tunnel carpale e l’attività protesica, una miglior organizzazione del percorso di programmazione dell’attività a beneficio dell’utente, degli specialisti ambulatoriali e dei medici di medicina generale.

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