Zeni “Questo strumento ci indica la direzione in cui muoverci in futuro, la salute è una risorsa per la collettività”IMG_1441_bis

Uno strumento strategico, che dovrà indicare la linea generale sulla quale muoversi, in termini di salute, per i prossimi dieci anni. Così l’assessore provinciale Luca Zeni ha definito il Piano per la Salute del Trentino 2015-2025, del quale oggi si è tenuta la presentazione presso l’auditorium del Centro servizi sanitari di viale Verona a Trento, davanti a un pubblico di quasi duecento persone. Accanto all’assessore alla salute e politiche sociali vi erano non solo tutti gli attori del Piano, ma anche i rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità, Francesco Zambon dell’ufficio di Venezia e Piroska Ostlin dell’ufficio regionale per l’Europa di Copenhagen, che hanno rivolto un plauso al Trentino. “Siete un partner importante e un esempio virtuoso – sono state le parole di Ostlin -, il processo partecipativo che avete messo in campo è stato incredibile”.

L’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, in apertura di lavori ha voluto subito spiegare cosa si intende per Piano per la Salute: “L’approccio dal quale siamo partiti non è più quello sanitario, ma è multidisciplinare e comprende tutte le determinanti di salute che riguardano la persona, il contesto dove si sviluppa la vita di una persona e da cui si determina lo stato di salute della stessa, perché la salute è una risorsa per la collettività ed è centrale nel contesto dello sviluppo”. L’assessore provinciale, nel precisare che il Piano ha come cornice la Strategia della Salute 2020 dell’OMS e un ambito prospettico di dieci anni, ha poi aggiunto: “Il Piano individua cinque macro-obiettivi ed è frutto di un percorso che ha visto oltre 1200 contributi, tanti momenti di confronto e di partecipazione. Vi è, in sostanza, alla base del Piano un percorso partecipato e approfondito che ha portato al raddoppio delle proposte iniziali, a testimonianza di un coinvolgimento reale della popolazione trentina”. In conclusione l’assessore Zeni, nel ribadire che il Piano abbraccia tutti gli ambiti e le discipline e presta, in questo senso, particolare attenzione anche al campo ambientale, ha messo messo in luce i prossimi passaggi: “Nei prossimi giorni ci sarà ancora una fase di apertura alle eventuali osservazioni, quindi lo strumento sarà all’analisi della Commissione del Consiglio provinciale che dovrà esprimere il proprio parere, quindi verrà adottato con un testo conclusivo dal quale procederemo con singoli piano attuativi”. Infine sulla concretezza del Piano, l’assessore ha precisato: “Si tratta di una cornice, il cui obiettivo è definire le strategie di lungo periodo, indicare la direzione e ciò che ci aspetta, per questo ritengo che il prossimo passaggio sarà quello di individuare delle priorità sulle quali attivarci subito e di focalizzare alcuni aspetti, sempre cercando di muoverci in modo partecipato, tutti assieme nella stessa direzione”. Il Piano per la salute del Trentino nasce a maggio dello scorso anno, quando il Dipartimento salute e solidarietà sociale riceve il mandato da parte dell’Assessorato competente di elaborare un Piano strategico di validità decennale. Due i punti di partenza: la definizione della salute come benessere fisico, mentale e sociale e non come semplice assenza di malattia, e la consapevolezza che per promuovere e rafforzare la salute occorre intervenire su più fattori con il contributo e la partecipazione di tutti i settori della società e del governo. Il Piano è il risultato di un percorso collaborativo a cui hanno partecipato numerose istituzioni (Azienda sanitaria oltre a diversi dipartimenti provinciale), servizi, enti, associazioni, singoli professionisti e la cittadinanza. Due le finalità strategiche: migliorare la salute di tutti con particolare riguardo alle disuguaglianze nella salute; migliorare l’organizzazione e la governance per la salute, cioè le modalità con cui le istituzioni e le altre organizzazioni sociali interagiscono, come si relazionano con i cittadini e come prendono decisioni in maniera partecipata. Queste finalità strategiche sono state declinate in 3 macro-obiettivi tematici (più anni di vita in buona salute, un contesto di vita e di lavoro favorevole alla salute, un sistema sociosanitario con la persona al centro) e 2 macro-obiettivi trasversali (ridurre le disuguaglianze sociali nella salute e aumentare la solidarietà, migliorare la comunicazione tra istituzioni e cittadinanza e la competenza in salute della popolazione). Ad introdurre la prima parte del seminario di presentazione del Piano per la Salute sono stati il dirigente generale del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia, Silvio Fedrigotti, e il direttore dell’Integrazione socio-sanitaria dell’Apss, Paola Maccani. Patrizia Gentile, responsabile dell’UMST trasparenza e partecipazione della Provincia, ha quindi illustrato come è stato costruito il processo partecipativo del Piano: “E’ indispensabile confrontarci e diffondere la cultura della partecipazione per favorire un clima di buon vicinato istituzionale. L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di raggiungere la maggior parte dei cittadini sul territorio e offrire la possibilità alla persone di dire la loro su un Piano che è strategico per la comunità”. Per coinvolgere le persone sono stati messi in campo numerosi strumenti: “Incontri sul territorio, la piattaforma web ‘io partecipo’, comunicazione, passeggiate e momenti partecipativi specifici con l’aiuto di facilitatori e di persone che lavorano negli enti pubblici”. I numeri danno ragione di questo sforzo: “3349 sono gli utenti che sono entrati nella piattaforma web e hanno conoscenza del piano salute, 18.965 le visualizzazioni di pagina, 230 singoli e gruppi registrati, 140 proposte inserite di cui il 30% da tavoli associazioni gruppi, 700 le valutazioni e i commenti”, ha concluso Patrizia Gentile. Sara Carneri, consulente dell’Unità partecipazione, è entrata nel dettaglio del processo partecipativo del Piano: “La consultazione è avvenuta in due fasi, prima gli addetti ai lavori poi i cittadini, e online attraverso la piattaforma internet IoPartecipo ed è stata accompagnata da oltre 60 incontri fra seminari pubblici, riunioni ed assemblee in tutte le Comunità di valle. Per la seconda fase di consultazione sono stati predisposti inoltre alcuni strumenti comunicativi come il sito web IoRacconto, una newsletter e del materiale divulgativo, inoltre gli incontri pubblici sono stati organizzati con metodologie partecipative. Tra la prima e la seconda fase di consultazione sono pervenuti oltre 1200 contributi che hanno modificato e arricchito la proposta di Piano per la salute: hanno partecipato persone di tutte le fasce di età, dai 19 ai 71 anni, in prevalenza con un elevato livello di istruzione, in egual misura maschi e femmine. Per raccogliere le opinioni dei cittadini stranieri è stato organizzato un incontro specifico a cui hanno aderito 20 mediatori culturali provenienti da paesi e culture diverse”. Infine Pirous Fateh-Moghadam, dell’Osservatorio provinciale per la salute che ha seguito la stesura del Piano fin dalle prime fasi, ha spiegato obiettivi e strategie del Piano, che si ispira a livello internazionale alla Strategia Health 2020 dell’OMS e a livello nazionale al programma “Guadagnare in salute” e al Patto per la salute. Quindi è entrato nel dettaglio dei macro-obiettivi illustrando come sono cambiati dopo il lungo percorso partecipativo: “Il terzo obiettivo, sistema socio-sanitario con la persona al centro, è stato integrato soprattutto durante la prima fase rivolta agli addetti ai lavori con contributi importanti che vanno dalla partecipazione e corresponsabilità nei servizi alle cure intermedie, dalla riduzione degli sprechi alle tecnologie informative, dalla formazione alla ricerca e all’innovazione. Mentre il primo e il secondo obiettivo, rispettivamente più anni di vita in buona salute e contesto di vita e di lavoro favorevole alla salute, soprattutto durante la seconda fase rivolta ai cittadini con proposte riguardanti la nutrizione e il cibo, l’ambiente e la mobilità sostenibile, il contrasto alla violenza di genere e le dipendenze“. Nella seconda parte degli interventi, il dirigente generale dell’Azienda sanitaria, Luciano Flor, ha evidenziato l’importanza di concentrare l’attenzione sui cittadini: “Partecipare vuol dire condividere con gli utenti non solo le scelte ma anche le strategie”. IMG_1450_bis

Ad introdurre gli ospiti internazionali della seconda sessione sono stati quindi Francesco Zambon, dell’OMS ufficio di Venezia, “il Trentino è una fonte di ispirazione – ha detto Zambon – siete un esempio di quello che si può fare a livello di partecipazione fra i più brillanti della regione Europea”, e Ileana Olivo, dirigente del Servizio provinciale politiche sociali, “siamo di fronte a una nuova fase fatta di dialogo e di confronto, in questo senso vorrei ricordare l’approvazione avvenuta quest’anno della legge provinciale n. 6 per una programmazione integrata fra gli ambiti sociale e sanitario: il Piano salute è stato inserito fra gli strumenti programmatori della Provincia”. Infine Gabriele Gruber ha portato il caso del Piano per la salute nazionale dell’Austria confrontando le analogie considerevoli con il Piano per la salute trentino, mentre Piroska Ostlin, acting director dell’OMS, ufficio regionale per l’Europa, ha spiegato il contesto della strategia di salute 2020 dell’Organizzazione mondiale: “Siete un partner importante, il processo partecipativo che avete messo in campo è stato incredibile – ha esordito Ostlin -. La strategia Health 2020 è stata stabilita dal Consiglio dell’OMS nel settembre 2012: si tratta di un piano ambizioso con due obiettivi strategici analoghi a quelli del Trentino, ovvero come impegnarsi per migliorare la salute di tutti e per ridurre le disuguaglianze di salute e allo stesso tempo come migliorare la governance partecipativa. Vi sono poi aree prioritarie per la salute: investire in salute in tutte le fasi della vita, fornire alle persone maggiori competenze, affrontare le sfide legate alle malattie e rafforzare i sistemi che mettono la persona al centro e che preparano alle emergenze, come ad esempio quella legata ai migranti; non ultimo puntare sulla resilienza per rafforzare le comunità, perché le comunità devono essere forti per rispondere alle sfide dei tempi che viviamo. Dobbiamo impegnarci sempre più per avere un’Europa più giusta, più equa, più sostenibile”.

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