Approvata la mozione che chiede di completare l’attuazione della riforma istituzionale. Le comuntà di valle sono nate con lo scopo di decentrare competenze rispetto ad una Provincia troppo centralista e di consentire una pianificazione del territorio e una gestione dei servizi più efficiente rispetto alla prospettiva particolare dei comuni. In questo modo si potrà realizzare un assetto istituzionale che consente maggiore efficienza senza dover procedere ad una unificazione dall’alto dei comuni; i comuni sono un elemento fondamentale di autogoverno e di partecipazione delle comunità, e le fusioni devono essere il risultato di un percorso legato alle peculiarità locali, non una pianificazione imposta dall’alto.

09.11.2011

Riconosciuti i passaggi importanti fatti soprattutto nell’ultimo anno, non possiamo però nascondere le difficoltà che esistono oggi nell’attuazione della riforma. Vi sono resistenze da parte di alcuni comuni, da una parte della struttura provinciale restia a cedere potere, vi sono differenti capacità di farsi carico della responsabilità assunta da parte degli amministratori eletti nelle comunità.
Ma vi sono anche giuste preoccupazioni per alcune difficoltà di coordinamento che vi sono, e di questo occorre farsi carico.
Di seguito il testo della mozione approvata.

MOZIONE: DARE PIENA ATTUAZIONE ALLA COMUNITA’ DI VALLE

Le comunità, istituite con la legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino) sono oramai una realtà istituzionale. Le elezioni dei presidenti e dei consigli, per la parte di competenza dei cittadini, tenutesi nell’ottobre dello scorso anno hanno di fatto concluso la fase costitutiva delle comunità.

 

Per le comunità che non corrispondono a preesistenti comprensori la fase di avvio ha richiesto approfondimenti e adempimenti procedurali ulteriori rispetto a quanto avvenuto in via generale. La legge di riforma istituzionale ha infatti -in tali ipotesi- previsto che preliminarmente al trasferimento delle competenze siano approvati dalla Giunta provinciale, d’intesa con le comunità interessate, appositi piani di riparto per l’individuazione del personale, dei beni mobili, dei beni immobili e di ogni altro rapporto giuridico da ripartire tra le comunità interessate nella transizione dai vecchi comprensori ai nuovi enti. Tali approfondimenti hanno consentito il trasferimento di competenze alla Magnifica comunità degli Altipiani cimbri con decorrenza 1 agosto 2011; per le comunità e il territorio ricompresi nel territorio del Comprensorio Valle dell’Adige è stata definita la questione del personale, con la sottoscrizione il 23 giugno 2011 di un Protocollo d’intesa tra la Provincia Autonoma di Trento, le OO.SS, il Consorzio dei Comuni Trentini, il Comprensorio della Valle dell’Adige e le quattro Comunità interessate, concernente le modalità per il riparto ed il trasferimento del personale del Comprensorio alle Comunità, cui ha fatto seguito, in data 25 luglio 2011, la sottoscrizione dell’Atto concertativo tra il Comprensorio della Valle dell’Adige, il Territorio Val d’Adige, le quattro Comunità e i sindacati.

 

La fase di primo trasferimento delle competenze si è quindi conclusa per 10 territori e verrà portata a compimento a breve con il trasferimento delle funzioni alle comunità e al territorio Val d’Adige, che si sono costituiti sul territorio del C5, che dovrebbe essere disposto con decorrenza 1 gennaio 2012.

 

Nel corso del 2011 tutte le comunità hanno avviato i processi per la predisposizione degli atti di programmazione socio-economica e territoriale (Piani territoriali di comunità) e di programmazione sociale e in questi giorni sono in fase di nomina tutte le commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio delle comunità (CPC) previste dalla nuova legge urbanistica provinciale, che assumeranno oltre alle funzioni in materia di tutela del paesaggio già proprie delle commissioni comprensoriali anche ulteriori importanti competenze in materia edilizia e di pianificazione urbanistica.

 

La Provincia ha messo a disposizione delle comunità il personale provinciale già assegnato alle commissioni comprensoriali, cui dovrà affiancarsi ulteriore personale per assicurare la copertura di tutte le CPC.

 

Dal punto di vista finanziario la Giunta provinciale, d’intesa con il Consiglio delle autonomie, ha definito le modalità di riparto alle Comunità del Fondo unico territoriale previsto dal Protocollo di finanza locale 2011 per il finanziamento di opere di interesse sovra-comunale.

 

Con delibera n. 1166 del 2011 è stata inoltre disposta la concessione alle Comunità di finanziamenti da destinare all’organizzazione e all’impostazione degli strumenti di pianificazione socio-economica e territoriale. Per supportare le Comunità nella fase di avvio dell’attività di pianificazione e programmazione, nell’esercizio 2011 è stata resa disponibile una prima tranche di risorse da finalizzare a spese “una tantum” per l’organizzazione e l’impostazione degli strumenti di pianificazione socio-economica e territoriale.

 

La Provincia ha previsto peraltro, oltre al primo trasferimento di competenze, anche il trasferimento ai territori di ulteriori funzioni e compiti già gestiti dalla Provincia e con spiccata articolazione territoriale, quali ad esempio la gestione delle strade e i lavori forestali, nonché la riorganizzazione del servizio di polizia locale prendendo a riferimento quali enti gestori le comunità.

 

Nel corso dell’ultimo anno è quindi stato svolto un percorso che deve essere riconosciuto. Tuttavia, pur riconoscendo che una riforma istituzionale di tale portata richiede inevitabilmente tempi lunghi e aggiustamenti in corso d’opera per rispondere con flessibilità ad esigenze diverse tra le varie Comunità e Comuni, tale percorso deve essere completato.

 

Risulta quindi necessario che la Provincia continui a muoversi con sempre maggiore velocità ed efficacia, dal punto di vista informativo, organizzativo, di supporto tecnico e finanziario, verso le comunità, per consentirne la piena operatività prima possibile.

  

Tanto ciò premesso

IL CONSIGLIO PROVINCIALE IMPEGNA LA GIUNTA PROVINCIALE

  

A dare ulteriore impulso alle attività di supporto delle competenze proprie delle comunità, in particolare quelle in materia urbanistica, anche attivando processi di mobilità del personale provinciale verso le comunità.

 

Di accelerare, in connessione con il progetto di riorganizzazione della Provincia, il processo di trasferimento di compiti o servizi attualmente di competenza provinciale che presentano una spiccata dimensione locale, quali ad esempio la manutenzione dei tratti stradali o i lavori forestali, come anticipato in sede di manovra finanziaria provinciale.

  Dare attuazione in tempi rapidi al processo di riorganizzazione del servizio di polizia locale previsto nel Protocollo di finanza locale per l’anno 2011 e dalla finanziaria provinciale per il 2011 attraverso la revisione del Progetto sicurezza del territorio del 2002

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