Depositato il disegno di legge, realizzato insieme al consigliere Roberto Bombarda, primo firmatario, sulle settimane bianche e verdi nei rifugi trentini.

Nel corso degli ultimi anni è stata più volte presentata all’attenzione del Consiglio provinciale – che spesso ha condiviso le proposte votando mozioni, ordini del giorno o articoli di legge -  l’opportunità di educare e formare i giovani cittadini trentini, ad iniziare dai primi gradi del percorso scolastico, alla conoscenza dell’ambiente naturale e della biodiversità ed alla frequentazione in sicurezza della montagna, avvicinandoli alla conoscenza ed alla pratica degli sport tipici della montagna in tutte le stagioni ed all’utilizzo, con le rispettive scuole ma anche in ambito familiare od associativo, delle strutture del cosiddetto “patrimonio alpinistico”, ovvero rifugi, sentieri e vie ferrate. Un patrimonio costruito, sviluppato e ben mantenuto in un secolo e mezzo, da quando i primi alpinisti/esploratori visitarono le nostre valli e montagne trovandole di grandissimo interesse, favorendo così la nascita del turismo, resa possibile – per quanto riguarda specificamente la montagna – anche attraverso l’impegno sul campo di generazioni di amanti della montagna raccolti in quella che oggi è la maggiore sezione del Club alpino italiano, cioè la SAT-Società degli alpinisti tridentini, fondata a Madonna di Campiglio il 2 settembre 1872.

Un altro approccio all’argomento trattato dal presente disegno di legge riguarda le cosiddette “professioni della montagna”, in primo luogo le figure delle guide alpine (e degli accompagnatori di territorio formatisi negli ultimi anni nell’ambito del medesimo Collegio) e dei maestri di sci, specializzati nelle varie discipline, ma anche dei gestori di rifugio che, pur non disponendo al momento di un apposito collegio che ne sappia tutelare e valorizzare i profili professionali, costituiscono la figura emblematica del lavoro in montagna legato al turismo. Si tratta di professioni, in tutti i casi, molto complesse anche perché rese in ambienti difficili e delicati. In tutti i casi questi professionisti sono animati da grande passione e nella stragrande maggioranza dei casi senza le adeguate e meritate soddisfazioni di carattere economico. I mutamenti storici nel settore del turismo, le mode, le nuove tendenze ma anche situazioni climatiche non favorevoli, rendono spesso poco remunerative queste professioni, pregiudicando in parte la possibilità di rafforzare la presenza ed il ruolo, sociale ed economico, di queste figure.

La frequentazione della montagna, per i trentini, costituisce il vero e proprio “sport nazionale”. Ma i trentini sono, per i gestori di impianti e piste così come per i rifugi, la prima fonte di clientela e di reddito. Ed una formazione adeguata, in grado di appassionare e convincere alla frequentazione della montagna in tutte le stagioni, rende maggiormente consapevoli i giovani – ma anche le rispettive famiglie – circa la delicatezza dell’ambiente della montagna, con la necessità di adottare opportuni comportamenti responsabili.

La recente istituzione dell’Accademia della Montagna del Trentino può concorrere a migliorare la conoscenza e la frequentazione della montagna e sostenere la crescita di tutto il settore dei professionisti della montagna. E’ per questo che è stata istituita ed è su questi obiettivi che sta lavorando attivamente.

Con questo disegno di legge si intende così “istituzionalizzare” quelle che da anni – in alcuni casi da decenni – sono attività estemporanee di questa o quella scuola del Trentino, vale a dire percorsi di conoscenza e soggiorni in montagna, in tutte le stagioni, con la relativa conoscenza e pratica dello sport stagionale. Si tratta delle cosiddette “settimane bianche” – in periodo invernale – e “settimane verdi”, negli altri periodi dell’anno privi di copertura nevosa.

Siamo profondamente convinti che un soggiorno in montagna, nelle strutture del patrimonio alpinistico, con l’accompagnamento di personale docente motivato e di istruttori ed accompagnatori professionali sotto tutti i punti di vista possa costituire un’esperienza emozionante ed affascinante per ogni giovane trentino, di qualunque età, dal bimbo della prima elementare al maggiorenne dell’ultimo anno di scuola superiore. Solo l’esperienza diretta “sul campo”, solo la pratica tecnicamente corretta e consapevole di uno sport della montagna possono stimolare alla conoscenza dell’ambiente ed alla frequentazione dello stesso in maniera corretta, sicura, rispettosa di se’ e degli altri. In questo modo anche i principi del soccorso – dall’autosoccorso alla protezione civile – possono essere acquisiti in maniera concreta. L’esperienza di vita in rifugio, anche solo per alcuni giorni all’anno, rispettando alcune semplici regole di comportamento in un luogo semplice e spartano, lontani dalla televisione e dalle apparecchiature elettroniche ma vicine a loro stessi, ai compagni ed alla natura, può risultare estremamente formativo. Così come praticare attività all’aria aperta, dalla semplice passeggiata nel bosco ad un tratto di via ferrata, fare un po’ di fatica fisica, “sentire” il caldo ed il freddo, imparare ad osservare le nuvole e le stelle, ad “ascoltare” il vento ed il battito del proprio cuore…

Dall’altro lato, le settimane “bianche” e “verdi” possono rappresentare un concreto sostegno all’economia dei rifugi ed al reddito dei professionisti della montagna in tutte quelle fasi di cosiddetta “bassa stagione”, quando cioè non vi sono all’orizzonte turisti in grado di remunerare le attività dei gestori, delle guide, dei maestri di sci.

In questa sede, pertanto, per settimane verdi e bianche si intendono corsi e soggiorni residenziali ospitati presso i rifugi (alpinistici od escursionistici), per periodi di durata non superiore ai 5 giorni che si svolgono durante l’anno scolastico o nei periodi immediatamente precedenti o successivi, denominandosi appunto “settimane verdi” se si svolgono fra il primo giorno di aprile ed il 30 novembre, ovvero “settimane bianche” se si svolgono tra il primo dicembre ed il 31 marzo. Con altre iniziative di carattere legislativo o regolamentare la Provincia ha sostenuto, nel corso degli ultimi anni, numerose attività d’impresa o professionali, dall’edilizia all’artigianato, dal mondo cooperativo a varie professioni tecniche. Con le proposte contenute in questo disegno di legge la Provincia non regalerà nulla a nessuno, ma sosterrà coerentemente un settore strategico, luoghi di pregio, professioni fondamentali per lo sviluppo dell’economia di montagna e per la crescita del turismo. Favorendo un investimento in termini culturali straordinari a vantaggio dei giovani trentini e coltivandone la passione per la montagna e per la pratica dei diversi sport in sicurezza e con rispetto per l’ambiente e per gli altri. Nel corso di innumerevoli occasioni abbiamo sostenuto che il primo “cliente” o “fruitore” di sentieri, rifugi, piste ed impianti è il cittadino del Trentino, che in montagna ci va sempre, anche quando c’è la crisi economica o lo sciopero dei treni e dei benzinai…. Investire sui giovani locali significa, per il settore del turismo trentino, garantirsi la clientela per le prossime generazioni!

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