Una cosa è certa: in pochi hanno indovinato completamente il risultato finale. Molti prevedevano un buon risultato di Grillo, perché il malumore verso la vecchia politica era palpabile, ma diventare primo partito in Italia è un bel botto.

Pochi prevedevano che Berlusconi arrivasse a un soffio dalla vittoria alla Camera, visti i sondaggi delle ultime settimane, mentre molti ne prevedevano un buon risultato al Senato.

In tanti avevano iniziato a dubitare della solidità della proposta neocentrista di Monti, ma pochi pensavano che anche al Senato sarebbe stato così debole da essere irrilevante.

Qualcuno era preoccupato che alla fine la campagna “tradizionale” del Pd avrebbe portato a non discostarsi dallo zoccolo democratico consueto.

Alla fine si sono intrecciate tutte queste combinazioni.

L’auspicio è che nelle prossime settimane si riesca in Parlamento a affrontare alcuni dei grandi nodi del Paese: paradossalmente questa situazione di stallo potrebbe essere favorevole per misure forti, prima di tornare al voto con un quadro politico più lineare e rinnovato.

Ma il messaggio principale che arriva oggi dai cittadini italiani è che serve una politica capace di cambiare marcia!

Non credo alle letture di geometria politica sulla “fine del bipolarismo muscolare ”: la maggioranza assoluta degli Italiani si é espressa anche questa volta per uno dei due schieramenti di CentroSinistra e CentroDestra, con una differenza dello 0,3%.

Sono altrettanto convinto di come i cittadini italiani desiderino una politica capace di fornire una proposta politica stabile, ma capace al contempo di rinnovare contenuti e persone, come avviene in tutti i Paese occidentali, e non di fare il contrario: la bocciatura, netta e incontrovertibile dei nuovi contenitori pieni di vecchie idee lo dimostra chiaramente.

Non hanno sbagliato i cittadini, siano oggi coloro che hanno scelto Grillo o Berlusconi, pensarlo vorrebbe dire non vedere l’evidenza delle cose e non comprenderne le motivazioni: dietro al primo ci sono insoddisfazione ma anche voglia di rinnovamento, partecipazione e gioia di fare politica; dietro al secondo ci sono le istanze di coloro che si sentono soffocati dall’alta imposizione fiscale, dalla burocrazia, dalla mancanza di servizi. Entrambi questi mondi non hanno trovato risposta altrove.

Per questo il compito del Partito Democratico oggi più che mai sarà comprendere questi mondi e capire che se vorrà davvero essere una forza politica credibile per la grande maggioranza degli Italiani – che crede nella serietà, nella trasparenza, nella voglia di fare, in una parola, nel Paese – dovrà guardare avanti senza timore ed avere il coraggio di superare schemi consolidati che, se forse rassicurano una parte della classe dirigente, senz’altro oggi non risvegliano più i cuori della maggioranza dei cittadini.

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