Di seguito potrete trovare gli emendamenti presentati dal Gruppo consiliare PD del Trentino alla Finanziaria Regionale. Il filo conduttore di tutti gli emendamenti presentati va nella direzione di una visione aperta dell’Autonomia, che non può essere chiusura localista e autoreferenziale, ma capacità di relazione.


FINANZIARIA REGIONALE
emendamenti
Articolo 1 (prima firma Zeni)

La legge finanziaria di quest’anno si caratterizza soprattutto per la proposta di un fondo di sviluppo del territorio.
L’idea di un fondo di sviluppo del territorio capace di convogliare risorse di soggetti privati o istituzionali che altrimenti vengono investite fuori dalla Regione – sommandole a risorse pubbliche derivanti dall’avanzo della Regione – è una idea molto positiva.
Il Partito Democratico del Trentino condivide pienamente l’iniziativa, tanto che in Consiglio regionale e provinciale erano stati approvati documenti di indirizzo proposti proprio dal gruppo che impegnavano proprio in questa direzione, in particolare un ordine del giorno del 12 dicembre 2011 (primo firmatario Michele Nardelli) impegnava ad “attivare un fondo ad hoc con l’obiettivo di reperire risorse private per sostenere le aziende trentine che intendono sviluppare ricerca, innovazione e valorizzazione delle risorse locali”, “nell’obiettivo di rafforzare l’economia locale legata alle filiere e alle vocazioni del territorio”.
Proprio questo deve essere il fine dell’iniziativa, e per questo il gruppo del Pd del Trentino ha presentato alcuni emendamenti che indirizzano l’uso delle risorse, obiettivo che restava estremamente vago nel testo iniziale.
Infatti il rischio è di concentrarsi sul reperimento delle risorse, mentre l’aspetto principale è l’utilizzo che verrà fatto delle stesse, perchè lo strumento in sé è importante – consentendo di reperire risorse – ma il ruolo della politica è soprattutto capire COME queste risorse vengono utilizzate,  e naturalmente la strategia deve essere individuata a monte!  In un momento di profondo cambiamento dell’economia, se il fine dovesse essere semplicemente quello di fornire liquidità generalizzata ad imprese in difficoltà che non ottengono finanziamenti dal sistema bancario, ci si limiterebbe a una misura tampone che sposterebbe soltanto in là il problema: il sostegno al credito deve avvenire attraverso una concentrazione delle risorse (limitate) sulle aree strategiche per il territorio e su investimenti che mirano a generare, a creare produttività e lavoro. Diversamente si perderebbe una occasione.
A monte deve esserci una precisa visione di sviluppo possibile del territorio, o si partirebbe dalla coda, facendo coincidere la buona politica con le risorse e non con le idee, con il rischio di dispersione delle risorse.
Si inseriscono inoltre due punti legati al monitoraggio e alla rendicontazione, per garantire trasparenza rispetto alle finalità previste nell’utilizzo di somme superiori all’intero bilancio regionale.

1. Al comma 5) dopo la lettera a) è inserita la lettera a bis)

a bis) la tipologia delle spese ammissibili riferite ad investimenti, apporti di capitale e comunque agli impieghi coerenti con i progetti di crescita, rafforzamento patrimoniale, innovazione e internazionalizzazione delle imprese;

2. Al comma 5) alla lettera b) dopo le parole “settori di impiego” sono inserite le seguenti parole: “con particolare riferimento a quelli considerati strategici dalla programmazione delle Province”.

Nel comma 5, dopo la lettera d) è inserita la seguente:

“d bis) le modalità di rendicontazione annuale al consiglio regionale

Nel comma 5, dopo la lettera e) è inserita la seguente:

“e bis) criteri di monitoraggio degli investimenti;”

Articolo 8 (prima firma Ferrari)

Una delle priorità per avere una pubblica amministrazione efficiente nei prossimi anni è quella della trasparenza di ogni atto della stessa; fino ad ora la Regione non eccelle da questo punto di vista, e per questo si sono proposti alcuni emendamenti:

1. Nel comma 1, le parole “A decorrere dal 1° gennaio 2014,” sono sostituite con le parole “A decorrere dal 1° marzo 2013,”

1. Nel comma 1, dopo le parole “rendono accessibili sui propri siti internet” sono inserite le parole “per un periodo non inferiore a dieci anni”

Soppressione del comma 4 (Documenti pubblicati per un anno)

Dopo l’articolo 8 è inserito il seguente:

Art. 8 bis
[Modifica dell’articolo 7 quinquies  (Disposizioni in materia di trasparenza) della legge regionale 17 maggio 2011, n. 4]

1. Il comma 2 dell’articolo 7 quinquies della legge regionale 17 maggio 2011, n. 4 è sostituito dal seguente:

“2. Al fine di garantire la massima trasparenza degli atti amministrativi propri e delle strutture regionali la Giunta regionale provvede a rendere pubblici attraverso strumenti di informazione elettronica le delibere, i decreti, le determinazioni dei dirigenti e comunque ogni altro atto amministrativo fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente a tutela dei dati sensibili e giudiziari. La Giunta regionale provvede a pubblicare gli atti indicati da questo comma prodotti a partire dal 1 gennaio 2009 e mantiene gli atti accessibili sul sito internet per almeno 10 anni.”

Articolo 10 (primo firmatario Zeni)

Si prevede di inserire una rappresentanza dei liberi professionisti nel Consiglio camerale della Camera di Commercio, così come prevede già la legge nazionale e come già prevede lo Statuto della Camera di Commercio di Bolzano, che si aggiunge a quella di lavoratori e consumatori.

Dopo l’articolo 10 è inserito il seguente:

“Art. 10 bis
(Modificazioni all’articolo 6 della legge regionale 9 agosto 1982, n. 7
Ordinamento delle Camere di commercio, industria,artigianato e agricoltura di Trento e di Bolzano)

1. L’alinea del comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale 9 agosto 1982, n. 7 è sostituita dalla seguente:

“Il numero dei componenti il Consiglio camerale è fissato in quarantotto membri, di cui:”

2. La lettera b) del comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale 9 agosto 1982, n. 7 è sostituita dalla seguente:

“b) tre consiglieri, di cui due in rappresentanza, rispettivamente, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e della associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti e uno in rappresentanza dei liberi professionisti designato dai presidenti degli ordini professionali costituiti in apposita consulta presso la camera di commercio.”

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