Di seguito l’interrogazione in merito ad alcuni disagi intercorsi sulla ferrovia della valsugana.

La Provincia di Trento ha scelto da tempo di favorire il trasporto pubblico, cercando di garantire a tutti i cittadini la possibilità di muoversi e spostarsi nel territorio trentino senza dover ricorrere al mezzo privato.
Il cittadino che sceglie di non utilizzare l’automobile a favore di un mezzo pubblico ottiene un risparmio in termini economici, in termini di sicurezza, in termini di tempo guadagnato, poiché mentre si viaggia si può leggere o lavorare al computer, cosa non possibile mentre si guida un’automobile.
Certo, questo comporta un costo notevole per le casse della Provincia, e per questo occorrerà in futuro una sempre maggiore capacità di garantire efficienza nella gestione.
Per quanto riguarda il collegamento con la Valsugana in particolare, da alcuni anni si è puntato molto sull’utilizzo della ferrovia, cercando di sfruttare al meglio una linea che è sicuramente datata e che presenta dei problemi (la mancata elettrificazione e l’elevato numero di passaggi a livelli in primis) ma che rappresenta un collegamento importante tra la valle dell’Adige e la Valsugana.
Per questo motivo si è molto investito in infrastrutture (zone di scambio, stazioni) e treni.
Sappiamo che la manutenzione dei treni non è facile, anche perché si tratta di treni a gasolio che sono “unici”, tuttavia è dovere della pubblica amministrazione cercare di gestire al meglio la situazione al fine di garantire al massimo un servizio adeguato agli utenti.
Anche perché chi sceglie il treno lo fa, oltre che per i motivi già sottolineati, anche per la certezza dei tempi, a fronte di una minore flessibilità rispetto al mezzo privato.
Occorre tuttavia constatare che nell’ultimo periodo paiono essere aumentati i disagi per gli utenti, con casi di ritardi, di soppressione di alcune corse, di sostituzione del servizio con corriera; disagi aumentati in particolare per una scarsa comunicazione.
La ferrovia della Valsugana è inoltre uno strumento molto importante per il turismo legato alla bicicletta. Negli ultimi anni si è molto investito sul settore delle piste ciclabili, ed oggi la ciclabile della Valsugana risulta essere molto frequentata (circa 160.000 passaggi annuali), ed offre la possibilità di arrivare fino a Bassano in sicurezza (salvo alcuni tratti di attraversamento che ancora devono essere sistemati). Un ulteriore incremento potrà esserci quando sarà realizzato un collegamento strategico come quello tra Trento e Pergine, in previsione per i prossimi anni.
In questo contesto di rilancio la ferrovia gioca un ruolo decisivo, perché molti appassionati e molte famiglie uniscono la gita in bicicletta con la possibilità di ritorno in treno, così come avviene in altre località delle Alpi.
Tuttavia il servizio di trasporto bici risulta molto efficiente nei mesi estivi, mentre si limita alla possibilità di due sole biciclette nel restante periodo dell’anno. Uno degli obiettivi contenuti nelle linee guida per il turismo trentino dei prossimi anni è la capacità di allungare le stagioni turistiche, e la Valsugana si presta bene alla possibilità di un turismo legato al ciclismo o per le famiglie anche nei mesi non estivi; pensiamo soltanto alle temperature del settembre e dell’inizio ottobre 2011.
Tutto ciò premesso

interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente

per sapere:

1) quali modalità organizzative possono essere adottate per limitare il più possibile i disagi per gli utenti, riducendo i casi di soppressione di corse e comunicando con anticipo e completezza;
2) se si sta lavorando per ridurre più possibile i tempi di sosta ai passaggi a livello (in alcuni casi i tempi sono molto brevi, in altri, come ad esempio nei pressi della stazione di Caldonazzo, superano i 10-12 minuti);
3) se sia possibile offrire un miglior servizio di trasporto bici anche nei mesi non strettamente estivi, e comunque almeno nei fine settimana.

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