La prima commissione permanente del Consiglio provinciale, che presiedo, ha concluso l’iter di approvazione della finanziaria, che andrà in aula a metà dicembre. Una finanziaria onesta, che non nasconde le difficoltà che sta attraversando il Trentino; a questo proposito non posso nascondere un po’ di rammarico, perché se quanto dicevo negli anni scorsi, chiedendo una modifica di impostazione nella politica economica e di bilancio della Provincia, fosse stato ascoltato, avremmo potuto mettere in atto dei correttivi molto prima. Ma inutile guardare indietro.

Nel testo ci sono aspetti positivi, come il tentativo di semplificazione burocratica, in particolare con l’introduzione dell’IMIS; si prosegue nella riduzione della pressione fiscale alle imprese, e quindi su una politica economica che sia meno sostegno a chi ormai è destinato a essere fuori dal mercato e più incentivo all’investimento. Tutto poi dipenderà dalle scelte dell’esecutivo, vedremo se sarà coerente o se proseguirà con politiche economiche che oggi tutti riconoscono aver fallito gli obiettivi.

Manca ancora lo scatto in avanti, la capacità di mostrare come sarà il Trentino dei prossimi anni, una visione che reinfonda speranza. Su questo dovremo concentrarci ora.

Di seguito il comunicato riguardante gli emendamenti proposti dal Pd:

-          IMIS: discussi alcuni emendamenti del consigliere Zeni, che ponevano la questione del rischio di “doppia agevolazione” per i proprietari di immobili sia in Trentino, sia fuori Provincia. Condivisa la preoccupazione dalla giunta, che ha evidenziato le difficoltà tecniche di accertamento; si cercherà per l’aula di trovare una soluzione. Sarà invece recepito direttamente dalla giunta senza bisogno di un articolo di legge l’indicazione di non ricomprendere gli impianti produttivi per il calcolo dell’IMIS. Approvato infine un emendamento che fissa in 15 giorni dalla scadenza il termine entro il quale i comuni devono inviare i moduli precompilati ai cittadini, per evitare di arrivare troppo a ridosso della data.

-          approvata la richiesta di intesa con il Consiglio delle Autonomie, previo parere della commissione consiliare, per i criteri sull’utilizzo degli strumenti di partenariato pubblico privato, all’art. 17 (Zeni);

-          lunga e animata discussione sull’articolo 18, che prevede l’armonizzazione, in seguito all’accordo di Roma, dei principi contabili di bilancio con quelli del resto del Paese. Molto importante questa disposizione per Zeni, perché è come “se utilizzassimo il pollice anziché il metro come unità di misura”. Dovrebbe essere interesse dell’autonomia rendere il nostro bilancio più trasparente e leggibile, sbagliato pensare che sia nostro interesse rinviare continuamente.

La previsione dell’articolo 18 rinvia di un anno l’armonizzazione del bilancio, e diventa mera norma programmatica là dove subordina l’entrata in vigore a una legge statale che fissi determinati criteri. Per questo la proposta di emendamento rende più vincolante la previsione, accelerando sulla modifica della legge provinciale di contabilità, anche in attesa della norma statale.

Le motivazioni tecniche, secondo le quali la Provincia non può adeguare la sua legge di stabilità in assenza di una legge statale, non hanno convinto il consigliere Zeni, che ha accettato di sospendere gli emendamenti e di astenersi sull’articolo riservandosi ulteriori approfondimenti per l’aula. Una questione molto politica, oltre che tecnica, perché sottende una domanda di fondo: interesse dell’autonomia è eludere ed aggirare le regole statali ed europee per poter spendere di più, o garantire ai cittadini la massima trasparenza nell’utilizzo delle risorse?

Sempre sull’articolo 18 un emendamento del consigliere Civico propone un passaggio in commissione per l’utilizzo di fondi di riserva superiori ai 5 milioni di euro, per garantire trasparenza e condivisioni delle scelte. La contrarietà del Presidente Rossi ha indotto il consigliere a sospendere l’emendamento con riserva di approfondimento in vista dell’aula.

-          all’articolo 19 la giunta si è impegnata per l’aula a modificare il testo, per ricomprendere quanto previsto nel rapporto di gestione all’interno del documento con lo stato di attuazione del programma.

-          art 24 approvato emendamento Zeni che prevede “la lettera a) del comma 1 è soppressa”, in tal modo si mantengono le risorse previste dalla legge sull’amministrazione digitale e il software libero.

-          Per quanto riguarda l’articolo 27, la norma introduce nell’ordinamento provinciale il crowdfunding  (finanziamento collettivo). L’emendamento della cons.ra Maestri prevede il coinvolgimento della commissione consiliare nella scelta dei progetti, una rendicontazione annuale sull’esito delle iniziative di finanziamento collettivo, sulla quantità di fondi complessivamente raccolti ed sui singoli progetti finanziati con l’evidenza tra finanziamento pubblico e finanziamento collettivo e la pubblicazione nel sito della Provincia della quantità di fondi complessivamente raccolti con il finanziamento collettivo ed i singoli progetti finanziati con l’evidenza tra finanziamento pubblico e finanziamento collettivo.

-          l’articolo 30, al primo comma, prevede che i dirigenti della PAT non possano essere più del 2,4 per cento del numero complessivo dei dipendenti. L’emendamento del cons. Zeni propone di estendere il limite del 2,4% anche agli enti e società controllate. Condiviso un emendamento che lo specifica tecnicamente prevedendo il limite del 2,4% agli ambiti degli enti strumentali, delle fondazioni e delle società controllate

-          Con il suo emendamento all’articolo 32, il cons. Mattia Civico prevede che la Giunta, qualora decida di ridefinire gli elementi di compartecipazione al costo delle prestazioni a carattere residenziale, debba prima confrontarsi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

-          Le modifiche previste in finanziaria alla legge sul benessere familiare, che recepiscono in parte una mozione presentata l’estate scorsa dal cons. Civico, vengono in parte emendate dallo stesso consigliere con un emendamento all’articolo 38, così da garantire che l’ICEF rappresenti anche in questo caso il criterio per l’attribuzione di buoni di servizio utili al pagamento di un’assistente materna (baby sitter), così come avviene anche negli asili nido.

-     In materia di appalti, il cons. Civico ha presentato un emendamento all’articolo 39 per fare in modo che la Provincia, a maggior ragione in presenza di una centrale unica, applichi pienamente la legge nazionale che norma l’utilizzo del criterio della “clausola sociale” nell’attribuzione degli appalti pubblici (sopra e sotto soglia). Procedure d’appalto nelle quali Civico introduce poi, seguendo lo schema delle più avanzate legislazioni europee in materia, il principio del c.d. “social value”, e dunque del calcolo – e della corrispettiva attribuzione di punteggio – per l’eventuale beneficio collettivo per la comunità che l’appaltatore s’impegna a garantire.

-          Art 43 il consigliere Zeni, ritenendo scorretto, nel ridurre gli importi sugli appalti, andare ad incidere sulla voce dei costi generali e utile, chiedeva la soppressione della norma; alla fine è stato condiviso un emendamento della Giunta che recepisce le osservazione degli imprenditori e riduce l’importo su altre voci.

-          Con l’emendamento all’articolo 50, Mattia civico recepisce e adatta il DPR 6 febbraio 2004, n. 76, introducendo anche nella legislazione provinciale l’incompatibilità tra chi ricopre incarichi apicali in strutture operative della protezione civile, e gli amministratori di società, i titolari di impresa e gli altri soggetti interessati che operano nel settore antincendio.

-          L’articolo 53 riguarda l’obbligo di insegnamento del tedesco e dell’inglese in tutte le scuole. Una lunga discussione ha visto la piena condivisione dei consiglieri del Pd rispetto alla scelta di investire su un Trentino plurilingue. Civico e Zeni hanno rivendicato questa come una vittoria politica, visto che erano proprio loro i primi firmatari delle mozioni e degli ordini del giorno che negli anni scorsi indicavano questa direzione. L’emendamento del cons. Zeni apre la possibilità che la giunta possa prevedere un’apposita deroga, agli istituti che ne facciano richiesta, di scegliere una lingua alternativa alle due previste. Si garantisce inoltre sostegno alle scuole che vogliano promuovere anche altre lingue oltre al tedesco e inglese.

-          Sull’articolo 57 approvati due emendamenti aggiuntivi del con. Zeni per avere maggiore trasparenza nell’attività di Trentino Sviluppo e di Patrimonio Trentino SpA. Si prevede che la Provincia possa richiedere alle due società – in deroga alla procedura ordinaria – l’inserimento nella programmazione triennale e l’attuazione di specifici interventi, ma che, questa è la novità, ogni singola deroga alla procedura ordinaria deve essere richiesta con deliberazione motivata della Giunta provinciale, e non conchiuso. Si prevede inoltre il passaggio in commissione dei criteri per il piano di Trentino Sviluppo, che deve muoversi sulla basa di analisi che dimostrino l’equilibrio economico e finanziario delle operazioni.

-          Attraverso due emendamenti all’articolo art 61, Civico rivendica maggiore centralità del Consiglio, attraverso la sua commissione competente, nell’applicazione della legge che regolamenta il c.d. “progettone”. con l’emendamento l’eventuale utilizzo dell’ICEF come criterio d’accesso e selezione per il “Progettone” deve passare tramite un parere della commissione consiliare competente, commissione cui viene richiesto un pronunciamento anche in merito alle modalità di finanziamento dello stesso stabilite dalla Giunta.

-          Con un emendamento all’articolo 67, Civico rimedia ad una frettolosa abrogazione avvenuta nella scorsa legislatura. Abrogazione che comporta oggi per gli organizzatori di campeggi itineranti (come ad esempio i campi Scout) la necessità di comunicare con largo anticipo ai comuni, ed attendere loro formale autorizzazione, i luoghi dove si prevede che verranno fissate le tende per la notte. Viene salvaguardata la necessità di comunicare ai comuni il luogo nel quale i campeggiatori intendono pernottare, senza la necessità per questi di dover attendere un’autorizzazione.

 

articolo Corriere emendamenti 26/11

 

 

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