Di seguito l’interrogazione, la risposta, la replica e gli articoli dei giornali, sull’azzeramento del Fondo per la valorizzazione e la professionalizzazione dei giovani. Quando parliamo di “visioni”, di sviluppo, di merito, di opportunità.. in realtà parliamo di misure come queste. Tagliare qui è tagliare il futuro. Proporrò a breve misure che tornino a permettere a chi ha voglia di studiare e di formarsi, di farlo.

 

 

SEDUTA 27 GENNAIO 2015

Interrogazione n. 1223/XV, “Interventi a sostegno della formazione e dell’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani”, proponente cons. Zeni

PRESIDENTE: Prego, consigliere Zeni.

ZENI (Partito Democratico del Trentino): Grazie, Presidente.

Il sito http://perilmiofuturogiovani.tn.it, che riporta i bandi di concorso finalizzati a favorire la mobilità internazionale, l’inserimento nel mondo del lavoro di alte professionalità, i percorsi di eccellenza, la formazione post-diploma e post-laurea di alta specializzazione e i percorsi di eccellenza per i più giovani particolarmente meritevoli, segnala che, per l’anno 2014 o anno formativo 2014-15, il Fondo per la valorizzazione e professionalizzazione dei giovani non è finanziato. Il bando per le borse di studio relative alla residenzialità dei dottorandi è sospeso in attesa di definizione di nuova procedura, così come quello relativo all’inserimento dei giovani laureati dottori di ricerca nelle aziende trentine e non, attraverso l’attivazione di progetti di ricerca. Le borse di studio per l’alta formazione sono sospese, il bando a sostengo della formazione dei giovani artisti è sospeso, il cosiddetto prestito d’onore, da 4 a 6mila euro all’anno per tre anni, non è più disponibile. Chiedo quali misure sono rimaste in campo per favorire la formazione dei giovani; quanto costava il finanziamento del bando relativo ai prestiti d’onore, considerando che in ballo ci sono solo gli interessi, in quanto il capitale prestato dovrebbe essere restituito; se e quando verrà ripristinato questo strumento di aiuto responsabile per la formazione.

 

Grazie.

 

PRESIDENTE: Grazie, consigliere Zeni. Risponde il vicepresidente Olivi. Prego.

 

OLIVI (Vicepresidente della Provincia – Assessore allo sviluppo economico e lavoro – Partito Democratico del Trentino): In relazione alle misure di sostegno per i giovani della formazione terziaria, va premesso che è stato garantito l’impianto degli strumenti ordinari di diritto allo studio, rivolto ai giovani in possesso di determinate condizioni di merito e di reddito. Si ricorda, a tal proposito, che la Provincia stanzia anche borse nei confronti di studenti che frequentano fuori Trentino, che teoricamente sarebbero destinatarie delle misure per il diritto allo studio della regione di frequenza ma che non beneficiano di tali misure a causa della incapienza dei fondi che quasi la prevalenza delle regioni hanno in tale campo.

Il Fondo per la valorizzazione della professionalizzazione dei giovani è stato negli anni una misura ulteriore rivolta a studenti universitari e non, residenti in Trentino da almeno tre anni, con una condizione di reddito medio-bassa e con un buon successo scolastico. Le misure erano state introdotte per valutare se dei sussidi finanziari aggiuntivi potessero incentivare maggiormente il proseguimento degli studi del ceto medio.

I dati, nel tempo, non hanno dimostrato questo. Di fatto è emerso che gli studenti più meritevoli, indipendentemente dal reddito della famiglia, si iscrivono all’università con o senza borsa di studio aggiuntiva. Altre misure finanziarie del Fondo si sono rivelate, inoltre, in parte sovrapposte con misure già attive, vedi per esempio l’inserimento dei laureati e dei ricercatori nelle aziende per cui vi possono essere sia i fondi di garanzia giovani sia i fondi per l’apprendistato.

Tra le misure citate nell’interrogazione vi è il  prestito d’onore. In questi anni, parliamo del lasso 2007-2014, sono stati erogati € 9.307.926 a 662 studenti. Ad oggi sono rientrati € 1.470.000, pari al 18% del capitale investito, considerando che il rientro è previsto in un periodo di dieci anni. Il costo della misura per la Provincia è pari ai mancati interessi e ai contributi a fondo perduto, e agli eventuali mancati rientri. Attualmente 21 posizioni sono stati dichiarate inesigibili, per complessivi € 294.000. Il tasso di interesse, invece, è pari allo zero.

Il costo, ad oggi, è stato pari a circa il 20% dei rientri, a causa della sempre maggiore difficoltà delle famiglie di ripagare il debito e del tasso di disoccupazione giovanile che non aiuta i giovani a trovare occupazione.

Inoltre, si sono registrati problemi con gli studenti stranieri, comunque residenti in Trentino, da almeno tre anni. Inoltre, circa 260 studenti hanno beneficiato di prestiti a tasso intero, valore pari a Euribor 365 giorni meno 1, attualmente pari a zero, con un costo per la Provincia pari al 5% del finanziamento quale garanzia. La somma complessivamente richiesta dagli studenti è di € 4.600.000.

Le misure del Fondo, dunque, sono state sospese in effetti essenzialmente per due motivi: la sovrapposizione con altre misure e il costo sopportato dalla finanza pubblica e le difficoltà sociali per le famiglie nel rientrare, in particolare, degli oneri legati al prestito d’onore. È quindi stata avviata una riflessione per rivedere complessivamente e in modo organico le misure per il diritto allo studio. Una riflessione, questa, che la Provincia dovrà condurre, pur avendo competenza primaria in materia di diritto allo studio, rispettando i livelli essenziali delle prestazioni previste a livello nazionale e, quindi, si è in attesa anche di un decreto che il Governo dovrebbe emanare con norme di indirizzo generale.

 

PRESIDENTE: Grazie vicepresidente. Consigliere Zeni.

ZENI (Partito Democratico del Trentino): Confesso che sono molto stupito da questa risposta, non positivamente. Evidentemente non mi rivolgo al vicepresidente Olivi, perché questa non è una sua competenza e lui ne ha dato solo lettura, ma dire che queste risorse, che la Provincia destinava per la valorizzazione delle eccellenze, di chi studia, degli universitari… noi ci riempiamo la bocca nelle dichiarazioni che facciamo, di dichiarazioni in cui diciamo che dobbiamo investire sulle persone, sulle risorse umane, sulla capacità di creare un valore aggiunto attraverso l’alta  formazione. Ricordo anche l’approvazione unanime di questo Consiglio due o tre anni fa, se non ricordo male, di un ordine del giorno che chiedeva di aumentare le risorse per gli studenti che andavano all’estero, perché dicevamo che andare all’estero è una cosa comunque, al di là delle borse di studio, molto dispendiosa per le famiglie, quindi un po’ sosteniamo i giovani che decidono di investire su loro stessi con l’alta formazione. Ora diciamo che i più meritevoli comunque vanno avanti a prescindere, ne prendiamo atto, vuol dire che anche le imprese, quelle brave, lavorano lo stesso, azzeriamo tutti gli investimenti che vengono dati, come contributo, se questa è la linea mi sembra giusto. Contemporaneamente però diciamo che per i prestiti d’onore ci sono alcune difficoltà per le famiglie a farli rientrare: le due cose mi paiono in contraddizione. Se è vero che oggi ci sono delle difficoltà per le famiglie a far studiare i figli e a permettere loro di avere una formazione di alto livello, che può permettere di essere più competitivi sul mercato, visto che oggi si usa dire così, credo che, invece, dovremmo andare a sostenere maggiormente questo tipo di interventi.

I prestiti d’onore credo avessero un elemento molto positivo, come concetto: quello di dire “Investi su te stesso e ti diamo la possibilità di avere un prestito a tasso agevolato, con delle garanzie. Poi rientrai nel corso del tempo”. Se si dice che c’è un 18% che fatica a rientrare, se ho capito dalla risposta, bene, ne prendiamo atto, cerchiamo degli strumenti per capire le situazioni concrete, laddove si può, ma se tagliamo per questo motivo allora dovremmo tagliare tutti i finanziamenti alle imprese, perché mi sembra ce ne siano tante che non rientrano e che hanno difficoltà, con percentuali forse maggiori.

Io chiedo davvero di rivedere questa decisione, questa impostazione, anzi, forse sarebbe meglio che ne parlassimo anche in quest’Aula, perché sono strumenti che credo fondamentali se vogliamo dare un po’ di futuro a questo territorio. Grazie.

 

PRESIDENTE: Grazie, consigliere Zeni.

 

Articolo Corriere del Trentino

Articolo Trentino

 

 

 

 

 

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