Di seguito il testo dell’interrogazione depositata in data 20 aprile 2012 riguardo limpatto fiscale dell’IMU sugli immobili ITEA.


Ill.mo signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio provinciale
SEDE

Interrogazione
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una forte difficoltà dello Stato italiano nel reperimento di risorse sui mercati finanziari, dovuta a ragioni molteplici tra le quali l’elevatissimo debito pubblico, l’alta spesa pubblica, una evasione fiscale diffusa, una scarsa credibilità della politica.Per affrontare questa situazione il parlamento italiano ha scelto un governo c.d. tecnico, chiamato a far quadrare i conti, di fronte al rischio di default dello Stato.Le scelte portate avanti dal governo sono state innanzitutto caratterizzate da un forte aumento della pressione fiscale, per aumentare le entrate, mentre pochi sono stati gli interventi volti a ridurre l’elevata spesa pubblica e quelli a favore della crescita. Tra le diverse misure in particolare è stata introdotta l’ormai famosa IMU, l’Imposta Municipale Unica; i soggetti passivi del tributo sono individuati dall’art. 9 del D. Lgs. n. 23/2011 nel proprietario, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie secondo le rispettive quote di possesso. Nel provvedimento all’esame delle camere sono esentati gli ex istituti autonomi per le case popolari, e non le società per azioni, tra cui ITEA s.p.a., che risulta essere l’unico soggetto italiano di edilizia pubblica in forma di società per azioni che sia anche proprietario degli immobili (ricordiamo che ITEA Spa è una Società di capitali costituita ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 della Legge Provinciale 7 novembre 2005, n. 15.); uno spiraglio è fornito dall’approvazione alla Camera di un ordine del giorno proposto dall’onorevole Froner che impegna il governo a valutare l’opportunità di fornire un’interpretazione che includa anche ITEA la le società che esercitano il servizio pubblico di edilizia abitativa esentate dal pagamento dell’IMU.Qualora tuttavia il governo non accogliesse l’indicazione dell’ordine del giorno approvato dalla Camera, da stime che si apprendono da fonti giornalistiche, pare che per ITEA si prospetta il pagamento di circa 6 milioni di euro all’anno per la sola IMU. Una cifra molto alta, che soltanto per il 50% sarà incassato dai comuni trentini dove hanno sede gli immobili, mentre il restante 50% sarà incassato dallo Stato italiano. In ogni caso una somma che se non sarà riversata sui canoni di locazione, con conseguenze difficili per i conduttori, dovrà essere fatta propria dalla collettività attraverso l’intervento della Provincia.

                                         Tanto premesso

interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competenteper sapere:
1)      quali siano i possibili interventi che possono essere messi in atto per ridurre l’impatto fiscale dovuto all’IMU sugli immobili di ITEA s.p.a., e quali valutazioni si stanno facendo a tale proposito;
2)      se la scelta della società per azioni per ITEA comporti oggi un carico fiscale molto maggiore rispetto all’ente funzionale e per quale importo (considerando in particolare quanto non rientra nel bilancio provinciale);
3)      a sette anni di distanza dalla legge che ha trasformato in società per azioni ITEA, quali sia la valutazione rispetto all’ente funzionale, comprensiva degli aspetti positivi o negativi in termini di flessibilità, trasparenza, efficienza, costi. 
cons. Luca Zeni
 Trento, 20 aprile 2012

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