Approvata in Consiglio provinciale una mozione dove chiedevo di attuare finalmente il regolamento sulla pratica dello sci alpinismo
sulle piste da sci.

Uno sport in crescita, che non può essere “vietato” ma al contrario sostenuto, e la situazione attuale di limbo favorisce attriti e rischi, e per questo si impegna la giunta ad attuare a quanto previsto in legge, prima che si verifichino incidenti gravi.

 

 

Proposta di mozione

Sull’emanazione del regolamento sullo sci alpinismo

Nell’ottobre 2012 (duemiladodici), in concomitanza alla discussione consiliare della legge provinciale n. 22/2012 “Modificazioni della legge provinciale 23 agosto 1993, n. 20, concernente “Ordinamento della professione di guida alpina, di accompagnatore di territorio e di maestro di sci nella provincia di Trento e modifiche alla legge provinciale 21 aprile 1987, n. 7 (Disciplina delle linee funiviarie in servizio pubblico e delle piste da sci)”, della legge provinciale sugli impianti a fune e della legge provinciale sui rifugi e sui sentieri alpini” veniva approvato l’ordine del giorno 346/XIV relativo all’attivazione di un tavolo di confronto con i professionisti e con le associazioni operanti nella pratica dello scialpinismo ai fini della modifica della disciplina regolamentare.

L’impegno previsto nell’ordine del giorno riguardava l’approvazione in tempi stretti del regolamento di esecuzione dell’articolo 48 ter “Pratica dello sci-alpinismo sulle piste da sci” introdotto con la legge provinciale 22/12 nella legge provinciale sugli impianti a fune (lp 21 aprile 1987, n. 7).

In realtà l’articolo 48 ter prevedeva già una scadenza precisa, “entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore di questo articolo” (31 ottobre 2012 ndr), ma, conoscendo la lentezza della Giunta provinciale nell’emanazione dei testi regolamentari, il Consiglio ha ritenuto di ribadire con l’ordine del giorno la necessità di agire in tempi stretti per permettere l’attuazione concreta del dettato legislativo.

Di seguito vengono riportati alcuni stralci dell’ordine del giorno 346/XIV.

Premesso che l’articolo 25 del testo unificato introduce nella legge provinciale sugli impianti a fune l’articolo 48 ter, che pur confermando la norma generale relativa al divieto di risalita delle piste con gli sci ai piedi, prevede comunque di poter favorire la pratica sportiva consentendo la risalita delle piste da sci a bordo pista con attrezzatura da sci-alpinismo nei casi e alle condizioni stabilite dal regolamento di esecuzione, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del nuovo articolo;

visto che la pratica dello sci-alpinismo sta vivendo una fase di crescita considerevole, con migliaia di praticanti tra i trentini e gli ospiti della nostra provincia e che si ritiene strategico per il nostro sistema turistico poter offrire agli interessati luoghi ove poter praticare questo sport con la maggiore sicurezza possibile, anche in orari mattinieri o serali quando in particolare centinaia di atleti si allenano per le gare sportive che si svolgono di norma nei fine settimana;

considerato che, (…) la sezione impianti a fune di Confindustria Trento, (…), si è dichiarata “pronta ad individuare un ridotto numero di piste, da utilizzare in giornate ed orari ben definiti e condivisi, quali area di prova per verificare l’effettiva possibilità di far convivere diversi tipi di sciatori sulla stessa area sciabile e per raccogliere dati e informazioni utili per massimizzare l’efficacia delle scelte del tavolo di lavoro citato sopra”;

considerato che il disegno di legge n. 292 del 22 marzo 2012, con l’intenzione di promuovere la pratica dello sci-alpinismo proponeva, tra l’altro:

- di consentire la risalita delle piste fra due ore prima dell’alba e l’ora di apertura degli impianti e dopo la chiusura degli impianti di risalita e fino alle ore ventiquattro;

- di riservare spazi segnalati alla risalita con attrezzatura da sci-alpinismo, nelle piste di ogni stazione sciistica;

- di riservare spazi appositamente segnalati alla risalita con attrezzatura da scialpinismo durante l’orario di apertura degli impianti;

- di individuare e segnalare almeno un percorso per la pratica dello sci-alpinismo che permetta di immettersi nelle piste da strade forestali o sentieri segnalati;

- di segnalare presso gli impianti di risalita anche gli itinerari per la risalita delle piste con gli sci da alpinismo; posto che è interesse di tutti i frequentatori della montagna operare secondo modalità concertate con i professionisti e con gli imprenditori che vi operano,

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale

1. ad avviare in tempi immediatamente successivi all’entrata in vigore della presente legge il tavolo di confronto con gli esercenti funiviari, con i professionisti della montagna e con le associazioni e federazioni sportive rappresentative degli sci alpinisti al fine di pervenire alle auspicate modifiche e integrazioni del regolamento di esecuzione della legge, da sottoporre anche all’analisi della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, per favorire la pratica dello scialpinismo anche sulle piste da sci e la coesistenza con le altre pratiche sportive ivi praticate;

2. a promuovere la conoscenza delle norme di comportamento concordate anche attraverso il coinvolgimento di Trentino marketing spa e delle aziende.”

Ora, sono passate altre due stagioni sciistiche dall’approvazione della norma citata sopra e dell’ordine del giorno, ma ancora nulla è stato fatto per permettere una pratica sicura e regolamentata dello sci alpinismo.

A quanto risulta non c’è stato alcun confronto con gli esercenti funiviari, con i professionisti della montagna e con le associazioni e federazioni sportive rappresentative degli sci alpinisti, sicuramente non è stato promulgato il regolamento di esecuzione previsto dall’articolo 48 ter della lp 7/87. In pratica, nonostante che il Consiglio da due anni abbia legiferato sulla pratica dello sci alpinismo nella nostra provincia, la risalita sulle piste con gli sci è ancora formalmente vietata e lo sci alpinismo è praticato da moltissimi appassionati in maniera semiclandestina, mettendo a rischio la propria incolumità e quella di altri frequentatori delle piste senza alcuna sicurezza giuridica e regolamentare.

Nonostante ciò, la pratica dello sci alpinismo continua a diffondersi sempre maggiormente, gli appassionati che vi si cimentano aumentano di numero, il rischio di incidenti sulle piste cresce con loro.

Sperando che la Giunta non voglia attendere che si verifichi qualche evento non rimediabile; auspicando che finalmente gli impegni affidati alla Giunta provinciale con gli ordini del giorno trovino attuazione in tempi ragionevoli; ribadendo il contenuto dell’ordine del giorno 346/XIV del 2012

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale

ad attuare quanto previsto dall’articolo 48 ter della legge provinciale sugli impianti a fune adottando un regolamento che permetta finalmente la pratica sicura dello sci alpinismo e la convivenza sulle piste da sci di pratiche sportive diverse, ma tutte con la stessa dignità.

cons. Luca Zeni

Trento, 17 settembre 2014

 

mozione scialpinismo pdf

articolo Trentino scialpinsmo

 

 

 

 

Discussion - One Comment
  1. Walter Sieff

    Jan 06, 2015  at 15:39

    Sono proprio contento che sia stato sollevato questo problema. Da anni ormai pratico lo sci alpinismo, una volta (20 30 anni fa) non c’erano questi problemi a salire lungo il bordo della pista. Ora si viene trattati come degli abusivi, d’altronde si sa che tutto ruota intorno ai soldi, ora si paga anche per praticare lo sci di fondo, che ci facciano pagare lo skipass stagionale, e, se posso permettermi un consiglio, un’ assicurazione obbligatoria, NON facoltativa, altro che casco (se pur sempre indispensabile) grazie grazie di cuore per il lavoro svolto, Walter

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